Piccole Cime
Toppe ricamate di cime, rifugi e bivacchi delle Alpi — illustrazioni minimali per portare con sé i luoghi che contano.
Il progetto
Ho sempre tappezzato il mio zaino di toppe — ognuna un luogo, un viaggio, un momento preciso. Quando ho iniziato a fare escursioni serie, bivacchi e notti in tenda, ho voluto fare lo stesso con quei posti: tenerli con me in qualche forma. Piccole Cime nasce da lì: per trasformare un'esperienza in qualcosa di concreto da portare sempre con me.
Il mio ruolo
Ho curato tutto dall'inizio alla fine — fotografia, schizzo a matita, illustrazione digitale, scelta della palette e coordinamento con il ricamatore. Ogni toppa è un progetto a sé.
Come ci siamo arrivati
- 01 Fotografia in loco come punto di partenza — non necessariamente
- 02 Ricerca dell'angolazione che rende il soggetto riconoscibile con pochi dettagli
- 03 Schizzo a matita per definire la composizione
- 04 Illustrazione digitale e definizione della palette cromatica
- 05 Invio in produzione per il ricamo
Il progetto in numeri
Alpi italiane
cime, rifugi e bivacchi — i luoghi che vale la pena ricordare
Da scatto a toppa
ogni illustrazione nasce da una fotografia fatta in loco
Stile minimale
pochi dettagli scelti per rendere il luogo riconoscibile a colpo d'occhio
Palette cromatica
strisce di colore che evocano albe e tramonti di montagna
Il punto di partenza
Volevo un ricordo concreto di certi momenti. Non una foto sul telefono.
Ho sempre usato le toppe come diario di viaggio — il mio zaino ne è tappezzato. Quando ho iniziato a fare escursioni serie, bivacchi e notti in tenda, ho voluto fare lo stesso con quei luoghi: tenerli con me in qualche forma. Il Bivacco Valli in Val Codera, dove ho passato la mia prima notte in bivacco. Il Ferrario sulla Grignetta. Posti che per me significano qualcosa di preciso. Le toppe nascono da quello — per trasformare un'esperienza in qualcosa di concreto da portare sempre con me.
Il processo
L'angolazione giusta
La difficoltà più grande non è disegnare — è trovare l'angolazione perfetta. Quella che rende il soggetto immediatamente riconoscibile anche con pochissimi dettagli. A volte ci vuole un'intera escursione per trovarla.
Dal foglio allo schermo
Parto sempre dagli schizzi a matita. Solo quando la composizione funziona passo al digitale, dove definisco i pesi e la palette — le strisce di colore che evocano i tramonti e le albe che ho visto da quelle cime.
La ricerca sul luogo
Spesso è mentre lavoro agli schizzi che scopro dettagli interessanti. Anche per i luoghi che non ho mai visitato mi piace documentarmi a fondo — e questo arricchisce non solo le toppe ma anche la mia conoscenza. È un processo che varia ogni volta.
Pezzi di vissuto
Queste toppe sono più che decorazioni. Sono pezzi di vissuti personali legati alle montagne.
Mi è capitato spesso che le persone mi contattassero per una toppa di un luogo che rappresentava per loro un momento significativo: una proposta di matrimonio in cima, il luogo del primo trekking insieme a una persona speciale, il rifugio visitato ogni anno diventato una tradizione.
Me ne ricordo una in particolare, legata al Monte Barro: questa persona l'avrebbe regalata alla sua futura moglie, dato che si erano conosciuti lì. Sono i momenti in cui mi rendo conto di quello che sto facendo.
Le toppe





Torri del Vajolet e Rifugio Re Alberto I
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